Guadagnare anche con YouTube Shorts? Da oggi si può! Ecco come funziona

YouTube pagherà i creatori fino a ben 10.000 dollari al mese per fare video popolari simili a quelli presenti sul suo concorrente TikTok. Ebbene si, parliamo di YouTube Shorts.

La società americana prevede infatti di pagare 100 milioni di dollari nel corso del prossimo anno, con i primi pagamenti che partiranno questo mese.

Un fondo che potrebbe significare un sacco di soldi per i creatori, ma i cui pagamenti non sono garantiti. La popolarità necessaria per poter guadagnare soldi dipenderà da quante persone stanno facendo e guardando gli shorts ogni mese, e i pagamenti dipenderanno anche da dove si trova il pubblico di ciascun creatore.

Guadagnare anche con YouTube Shorts Da oggi si può! Ecco come funziona

In parole povere, non tutti ne usufruiranno e i guadagni dipendono da quanti shorts ci sono e dalla zona geografica in cui vengono visti, per cui, come di consueto, visualizzazioni da paesi ricchi come Stati Uniti, Regno Unito, Australia ecc. garantiranno entrate ben maggiori rispetto a paesi di cosidetta “terza fascia” come India, Filippine, ecc.

Ma non solo.

YouTube vuole anche che questi siano video originali. Re-uploads e video che includono watermark da altre piattaforme – come TikTok, Snapchat, o Instagram – non consentiranno a un canale di ricevere i pagamenti.

I pagamenti ad oggi disponibili solo in 10 paesi, compresi gli Stati Uniti, Regno Unito, India e Brasile, ma YouTube dice che prevede di espandere questa lista in futuro. Non ci vorrà molto quindi affinchè questa funzione sia disponibile ovunque, Italia compresa…quindi, vi conviene portarvi avanti! 😉

shorts

Un nuovo modello di pagamento: “Deve funzionare diversamente”

I creatori sono stati tradizionalmente pagati su YouTube in base agli annunci che scorrono davanti ai loro video, con una relazione diretta tra il numero di visualizzazioni degli annunci e la quantità di denaro che ricevono.

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Ma con gli Shorts, YouTube non ha intenzione di far scorrere un annuncio davanti ad ogni breve clip, e quindi ha deciso di ideare questa forma alternativa di pagamento per premiare i creatori.

Il fondo Shorts tuttavia sarà migliorato e sostituito, nel tempo, con un “programma di monetizzazione a lungo termine e scalabile”, ha detto Neal Mohan, chief product officer di YouTube.

Il fondo è “un modo per andare avanti e per iniziare davvero a capire” come funzionerà la monetizzazione per i creatori che fanno questi video.

Un modello che, secondo Mohan, era inevitabile. Essendo gli shorts una tipologia di contenuto diverso e proposto in forma di fee, “la monetizzazione deve per forza funzionare in modo diverso”.

Youtube non è l’unico social a pagare in questo modo

Schemi di pagamento come questo sono diventati sempre più comuni. TikTok e Snapchat pagano entrambi i creatori in base alla popolarità dei loro video, piuttosto che in base agli annunci. Il risultato è potenzialmente lucrativo per i creatori, anche se c’è meno trasparenza su quanto i creatori possono guadagnare in un dato mese.

Per YouTube, il fondo è un modo per dare il via e incentivare ancor di più i creator a produrre contenuti di qualità per YouTube Shorts, il nuovo format di video brevi. Anche se TikTok ha un enorme vantaggio, YouTube è, alla fine della giornata, pur sempre YouTube – una piattaforma enorme ed enormemente popolare – che potrebbe dargli un vantaggio ed eventulamente ridurre sempre più il gap.

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